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L’Azienda Agricola CONTRADA DOMARO  nasce da una iniziativa dei cugini originari di Gardone Val Trompia ed eredi di Luigi Gardoncini, che per queste montagne manifestò la sua passione per tutta la vita tramandandola alle generazioni successive fino ad oggi.


(Luigi Gardoncini e famiglia in una foto a Domaro)
 


 
CONTRADA DOMARO non  è un rione di Gardone, come il nome potrebbe far pensare, non è nemmeno una località, intesa come aggregato di case e di persone, è piuttosto un luogo che dal 1700 ha rappresentato un riferimento per le famiglie della città a valle, per le “vacanze” estive dei bambini e per le attività  degli adulti che per tutto il secolo scorso ruotavano fondamentalmente attorno alla caccia. Posto a 900 metri di altitudine tra la Val Trompia e il lago di Iseo, si trova in posizione paesaggisticamente privilegiata affacciandosi sulla Franciacorta e dominando da lontano la pianura padana.


(le nipoti di Luigi Gardoncini giocano a Domaro)
 
 


Fino a qualche decennio fa, alcune famiglie contadine risiedevano stabilmente qui, coltivavano i campi, allevavano bestiame, tagliavano legna e tenevano pulito il sottobosco. Come tanti posti delle nostre prealpi ed appennini, la vita scorreva con ritmi naturali lontano dalle città sempre più industrializzate e sempre con maggiore insistenza fonte di richiamo per le nuove generazioni.


(famiglia contadina a Domaro)
 



 

Il progressivo deprezzamento dei prodotti del lavoro contadino e delle attività che il territorio montano rendeva remunerative all’epoca del “Nonno Bigio”, ha portato a cercare nuove soluzioni per provare a mantenere in vita una micro economia di sostentamento, che potesse al tempo stesso coprire gli alti costi di esercizio legati alla completa mancanza di infrastrutture e mantenere vivo lo stimolo  per frequentare questi luoghi, altrimenti tristemente legati al progressivo abbandono.
Ecco allora che qualche anno fa spuntava l’idea di coltivare zafferano, da sempre infatti nei campi i “crocchi” (zafferano selvatico)  nascono spontanei e   le condizioni teoriche sembravano garantite dai recenti cambiamenti climatici con le temperature sempre più miti. La mancanza di acqua sorgiva non poteva costituire un problema, il crocus sativus è infatti tipicamente coltivato in paesi caldi come Marocco ed Iran.
Nel 2014 dunque i pronipoti di Luigi Gardoncini danno vita al progetto e il nome non è nemmeno in discussione: CONTRADA DOMARO! Ben presto si comincia a preparare il terreno un tempo destinato alle patate  e ultimamente a prato polifita e con grande entusiasmo di tutti ci si tuffa nell’avventura.


(indicazione a muro, con inflessione dialettale)
 

 
Si inizia con il recupero di una porzione di prato terrazzato, risalente attorno al 1750 e adibito a pascolo per bovini. Dopo un primo esperimento con piantine di malva ed erica, con solo una porzione riservata al costoso zafferano, si decide di convertire tutto nella spezia più pregiata convinti della ottima resa del terreno.


(preparazione del campo. Giugno 2014)
 
 



Nell’agosto del 2014 i primi bulbi vengono piantati, si tratta di un esperimento da 5000 fiori, ottimo banco di prova per testare il terreno, le tecniche di produzione, la qualità del bulbo e le modalità di essiccazione e di conservazione della spezia.
Tutto il processo è rigorosamente naturale e uno dei tre soci, Fiammetta, professionista nel settore della qualità alimentare, garantisce il rispetto di tutti i parametri per l’ottenimento di un prodotto biologicamente ineccepibile.
 
(Piantagione bulbi. Agosto 2014)
 




La fioritura e la raccolta, sicuramente la parte più emozionante. La natura restituisce come premio per la fatica e la dedizione al lavoro nei campi questi meravigliosi fiori, delicati e sinuosi, da raccogliere all’alba prima che il calore del sole ne richiami l’apertura dei petali per concedere alla vista i preziosi e colorati pistilli

(ottobre 2016: la fioritura)
 



 
L’attività di “spistillamento” rigorosamente a mano fiore per fiore, è il motivo per cui la spezia diventa così preziosa, una spezia dal valore paragonabile alla polvere di oro e per questo chiamata “oro rosso”


(spistillamento a mano)


 
Nel 2017 l’Azienda Agricola CONTRADA DOMARO, sull’onda dell’entusiasmo dei risultati ottenuti, decide di incrementare la produzione con la preparazione di altro terreno, diventando uno dei maggiori produttori di zafferano della Lombardia. La forte volontà di mantenere una dimensione artigianale per garantire la genuinità di un prodotto in cui tutte le fasi sono direttamente controllate, si sposa con una realtà produttiva in grado di soddisfare una crescente clientela, raffinata e consapevole.


(2017: il secondo campo)
 
 
 

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Società agricola Contrada Domaro s.s. Gardone Val Trompia (BS)
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